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Come vincere alla roulette del casinò: gli esperimenti e il computer degli Eudaemons

Pubblicato il 30/04/2017

La seconda metà del XX secolo è stata molto proficua per lo sviluppo della scienza, della statistica e della teoria del caos. In questo contesto, molte ricerche si sono concentrate sull’oggetto più enigmatico dei casinò: la roulette. Simbolo da tempo del gioco, la roulette, i suoi output e il moto della pallina erano stati oggetto di numerosi studi. Karl Pearson fu uno dei pionieri, ma anche Edward Thorp in un suo libro lasciava intendere che fosse possibile battere la roulette. Ebbene, tutte queste intuizioni furono riprese dal gruppo di giovani scienziati che si fecero conoscere con il nome di Eudaemons.

La sfida che Thorp cripticamente lanciava nel suo libro fu ripresa da Robert Shaw, studioso della teoria del caos. Insieme ad alcuni suoi colleghi fondò il gruppo degli Eudaemons – riprendendo con il nome il concetto filosofico greco di felicità, edonismo –  che iniziò a lavorare intorno alla metà degli anni ’70, con l’obiettivo di battere il banco dei casinò alla roulette.

Due componenti del gruppo degli Eudaemons, Farmer e Packard, comprarono una roulette e la portarono nei laboratori dell’Università della California. Studiarono il moto della pallina e la fisica della roulette, fino ad arrivare al punto in cui capirono che potevano usare queste loro conoscenze per battere il banco.

Di quello che successe dopo, ne siamo a conoscenza grazie al libro scritto da Thomas Bass, uno degli Eudaemons. Il titolo è The Eudaemonic Pie e svela come decisero di mettere a frutto le conoscenze acquisite. Se in teoria potevano battere la roulette, fare questa cosa all’interno di un casinò diventava problematico.

 

Inventarono allora un computer in miniatura e lo nascosero in una scarpa. Nella stessa scarpa c’era un microinterruttore e sul petto tre solenodi, nascosti dalla camicia. Con tutto questo sistema il computer inviava il segnale del settore della ruota su cui puntare, attraverso i segnali sul petto. Nonostante alcuni incidenti di percorso, il sistema fruttò un bel po’ di soldini agli scienziati degli Eudaemons.