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Brasile: i benefici della legalizzazione dell’industria del gaming

Pubblicato il 09/08/2017

Lo scorso giugno si è svolto a San Paolo il Brazil Gaming Congress, dove sono confluiti numerosi operatori e stakeholder, con l’obiettivo di preparasi in vista di una possibile legalizzazione del gambling in Brasile. Una nuova regolazione del gaming sembra sempre più probabile e infatti l’evento non aveva solo l’obiettivo di informare il pubblico sulle ultime novità in ambito regolatorio, ma anche di diffondere best practices di settore e preparare operatori e stakeholder al nuovo mercato.

Secondo alcuni osservatori, ogni anno il Brasile perde una vera e propria fortuna in mancati introiti erariali, a causa dei cittadini che vanno all’estero per giocare al casinò, cui si devono aggiungere le mancate occasioni di ritorno economico generate da turisti internazionali che potrebbero giocare nei casinò brasiliani. In vari paesi al mondo l’industria dei casinò, se ben regolata, genera importanti introiti erariali, crea posti di lavoro, arricchisce l’offerta turistica e in generale è un motore di sviluppo e crescita economica.

Al momento Brasile, Giappone e India sono i più interessanti mercati del gioco emergenti. In India la situazione è abbastanza complessa e differenziata tra i vari stati, in Giappone invece la legalizzazione è stata appena approvata e riguarderà solo la creazione di pochissimi casinò resort, mentre il Brasile ha il potenziale per diventare uno dei più vasti mercati al mondo. Potrebbe seguire in un primo momento l’esempio del Giappone, creando pochi casinò resort integrati, concentrati nelle aree di San Paolo e Rio de Janeiro; in un secondo momento, potrebbe rilasciare concessioni a livello regionale per estendervi i benefici economici derivanti dell’apertura dei casinò.

 

La partita è ancora tutta aperta, ma se la legalizzazione dovesse essere ampia – coinvolgendo tutti i giochi: casinò, scommesse sportive, poker – alcune stime prevedono che il mercato arriverebbe a valere l’1% del PIL, per un totale di oltre 5 miliardi di dollari l’anno.